REGGINA - Mimmo Praticò a Fuorigioco: "Nel campionato appena concluso mi aspettavo qualche punto in più. Puntiamo al miglior risultato possibile. Su Maurizi..."

di Redazione Tuttoreggina
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Il presidente della Reggina, Mimmo Praticò, è intervenuto alla trasmissione Fuorigioco, in onda su Rtv. Tanti i temi toccati dal massimo dirigente amaranto, in primis un bilancio della stagione conclusa:

"È mancata la determinazione per centrare il risultato, si poteva ottenere qualche punto in più. Anche io mi aspettavo di avere qualche punto in più".

Mancata partecipazione del pubblico: "Non ci sono regole per spiegare questo fenomeno. Forse la società ha sbagliato nel "vendersi" per quanto fatto. Senza l'exploit del ripescaggio, avremmo preso parte alla D e magari avremmo costruito una squadra forte per puntare a vincere il campionato: qualcuno ci avrebbe potuto garantire sicuramente la promozione in C? Ripeto, senza voler mandare messaggi che poi possono essere travisati, ma si é sottovalutata l'importanza di essere adesso in C".

Sulla scelta di Taibi: "Questa società vuole ottenere il miglior risultato sportivo possibile. Abbiamo dapprima incontrato 9-10 direttori sportivi. Tutte le società fanno le adeguate scelte e valutazioni, se poi vanno male fa parte dei casi della vita. Di Taibi ci ha colpito il suo entusiasmo, la sua grinta, le sue conoscenze, ovviamente da mettere alla prova, e tutto ciò ci ha convinti. Sugli altri abbiamo avuto delle riserve, o troppo avanti con l'etá o qualche macchia. La partenza é stata ottima, soprattutto, per il grande entusiasmo. Non stiamo facendo revival, di altri nomi di ex non c'é nulla di certo. Non si può però parlare di nuovi allenatori, visto che giá ne abbiamo uno: fare nomi fa già danni".

Sulle "trattative" delle passate settimane: "Non abbiamo chiuso le porte a nessuno. Non abbiamo ricevuto proposte concrete e quindi non abbiamo fatto richieste".

Sulle sollecitazioni di dover sbandierare gli obiettivi: "Il mercato termina il 18 agosto, qualora non ci fosse la volontà di voler fare bene, di certo potevamo prendere certe decisioni in imminenza di quella scadenza".

Sulla situazione dei soci: "Serve parecchio tempo per spiegare la situazione, ci sono oltre 50 consigli di amministrazione in cui le carte parlano. Mi auguro che vi siano persone di Reggio che possano davvero darci una mano, ma pensiamo anche a tutti i reggini nel mondo che possono darci una grossa mano. Noi abbiamo avuto la forza, o meglio la pazzia, per uscire fuori e metterci al servizio della città".

Sulla presentazione di Taibi prima della fine del campionato: "Abbiamo ritenuto opportuno presentare il ds per fare conoscere la squadra. Infatti lui è sceso negli spogliatoi per parlare con la squadra".

Sul passato: "Ciò che ha fatto Lillo Foti e la società è incancellabile e indiscutibile. Poi c'è stato un fallimento molto importante, con numeri pesanti, vorrei che se ne prendesse atto".

Sulle considerazioni propinate al dirigente sul tecnico Maurizi: "Ci possono essere società di C che possono essere interessate ad un allenatore che comunque ha smentito certe critiche al suo curriculum o illazioni su presunti fondi portati. Non è detto che non possiamo continuare con Maurizi, ma ci sta che la società voglia perseguire un altro tipo di gioco".

Sul profilo del nuovo allenatore: "Il calcio si muove verso la figura di tecnico aziendalista. Se Allegri chiedesse Ronaldo o Messi alla Juventus, probabilmente non sarebbe sulla panchina della Juventus".

Le seconde squadre: "Se è così come è stato imposto dai commissari della FIGC, serve rivedere qualche cosa: questa cosa è stata imposta dalla sera alla mattina. Per forza di cose bisognerà puntare sul settore giovanile e come dicono i maggiori esperti, servono 6-7 anni per mettere in piedi il settore giovanile. E per avere un settore giovanile servono le strutture. E serve battere al massimo il territorio e le regioni limitrofe. Gravina non era favorevole, qualcuno dall'alto lo ha imposto. Lui sta cercando di limitare i danni per i club della C".

Sull'ingresso nel club del giornalista Branca: "C'è stato un incontro casuale con mio figlio Giuseppe, ci siamo confrontati, lui ha ammesso di aver esagerato in certi giudizi e ha preso atto della realtà della società".

Un retroscena di una presunta trattativa con un gruppo estero: "Un tramite di Reggio ci ha messo a conoscenza che esisteva un gruppo messicano interessato ad investire 5 milioni di euro. Ci siamo collegati via internet per capirci di più. Loro ci hanno ammesso che volevano investire sul Granillo. E allora noi abbiamo risposto che probabilmente dovevano recarsi dal sindaco, che il Granillo non era di nostra diretta pertinenza".


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