CALCIO CRACK - Gaz.Sport: "Palermo a singhiozzo: salvo con il microcredito?"

di Redazione Tuttoreggina
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"Palermo a singhiozzo: salvo con il microcredito?", scrive oggi Gazzetta dello Sport sulla situazione in casa rosanero.

"Scaduta l’opzione Mirri, sfumato l’aiuto di Preziosi: i pagamenti di lunedì prossimo possibili con il recupero di piccole somme", la spiegazione nel dettaglio.

"C’è la fumata nera, ma anche la soluzione. Dario Mirri non ha esercitato l’opzione per la cessione del Palermo che scadeva ieri, la società, però, sarà ugualmente in grado di pagare gli stipendi entro il 18 marzo, evitando così la penalizzazione in classifica. Tra le due facce della medaglia che hanno caratterizzato la giornata di ieri, prevale quella che consente di poter terminare la stagione senza patemi, grazie all’opera del duo Foschi-De Angeli, gestori del club in questo difficile momento di transizione che ha portato al recupero di alcuni crediti sparsi vantati dal Palermo. Dovrebbe trattarsi di una cifra che si avvicina ai 3,9 milioni di euro. Un piano di recupero non ancora ultimato, ma a buon punto per essere definito, forse già entro fine settimana. Ancora una soluzione tampone che consente di far respirare il Palermo e di lavorare con più calma alle cessione del club. Quella che avrebbe voluto portare a termine Mirri, che adesso rimane solo un partner pubblicitario dopo il salvataggio del mese scorso. Non è riuscito a condurre in porto il suo piano per il venire meno di finanziatori che sulla carta erano interessati. Anche la mano di aiuto che Preziosi ha provato a dare a Foschi, attraverso degli amici imprenditori che avrebbero potuto confluire in una cordata, alla fine è sfumata. E’ quanto è emerso dall’incontro di ieri tra il patron del Genoa e l’attuale presidente del Palermo. La Damir, quindi, si è chiamata fuori non avendo le risorse per poter rilevare il club, né tanto meno per estendere di altri quattro anni l’accordo commerciale. «Ho fatto più di quello che potevo fare — afferma Dario Mirri — mi sono mosso con la ragione per l’accordo pubblicitario e con il cuore per il resto. Speravo anche in una rivoluzione culturale della città che portasse al fare e non solo al parlare. Speravo che qualcun altro, in base alle proprie possibilità, potesse fare qualcosa. Io ho la coscienza a posto. Purtroppo Palermo è la città del Gioco dell’Oca, dove tutto torna sempre al punto di partenza»", si legge nelle pagine nazionali.


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